02.TOSCANA / Siena
Lungo l’Orcia a Bagno Vignoni
02.TOSCANA / Siena
Lungo l’Orcia a Bagno Vignoni
in preparazione
Vademecum
Itinerario pedonale nella Val d'Orcia in provincia di Siena (Toscana).
Punto di partenza e di arrivo: Bagno Vignoni, frazione di San Quirico d'Orcia. Si raggiunge in bus da Siena con partenza nei feriali alle ore 7.00 (corrispondenza a San Quirico alle 9.00), nei festivi alle ore 11.30. Il ritorno da Bagno Vignoni avviene nei feriali alle ore 18.20 (fermata al bivio della Cassia), nei festivi alle 18.25.
Tempo di percorrenza: 4 ore. Dislivello: 283 metri in salita.
Segnavia: tacche bianco-rosse e cartelli segnaletici della Provincia di Siena.
Percorso: strade campestri sterrate.
Dove mangiare. Punto di ristoro presso il Castello di Ripa d'Orcia, tel. 0577.897376, www.castelloripadorcia.com
Osteria del Leone, Bagno Vignoni, tel. 0577.887300.
Dove dormire. Hotel Posta Marcucci***, Bagno Vignoni, tel. 0577.887112, www.hotelpostamarcucci.it; Albergo Le Terme***, Bagno Vignoni, tel. 0577887150, www.terme-bagnovignoni.it; Agriturismo Le Querciole, tel. 339.6457671, www.agriturismolequerciole.net
Dove comprare. La Locanda del Loggiato, Bagno Vignoni, tel. 0577.887174 (degustazione vini, salumi, formaggio, olio della Val d'Orcia)
Indirizzi utili. Rama, (trasporti pubblici), www.ramamobilita.it; Apt Siena, tel. 0577.280551; http://www.siena.turismo.toscana.it.; Parco artistico naturale e culturale della Val d'Orcia, via D.Alighieri 33, San Quirico d'Orcia, tel. 0577.898303, www.parcodellavaldorcia.com
Internet: http://www.bagnovignoni.com
Itinerario pubblicato su QUI TOURING, giugno 2000. Aggiornato il 12.12.2009
1. Bagno Vignoni, con la sua vasca termale che fa da piazza, è ancora oggi come la vide nel 1334 Jacopo Tondi relazionando su vari luoghi dello Stato senese, ovvero: «accomodato e circondato di palazzi e d'osterie ed ha una cappella nel mezzo. E sono per tutto luoghi da ritirarsi dove ascosi e guardati, possono uomini e donne bagnarsi, essendo il bagno delle donne da quello dei maschi distinto».

Si scende per pochi minuti la strada d'accesso al borgo, poi si piega a destra su una sterrata che si avvicina al fondovalle dell'Orcia. Sull'opposto versante troneggia la torre di Rocca d'Orcia. Si supera un dismesso impianto per la lavorazione del travertino, la duttile pietra che compone, con le marne, queste colline, e si continua seguendo tacche bianco-rosse, piuttosto irregolari. Lembi di macchia si alternano a morbide ondulazioni coltive. Isolati casali danno la dimensione della presenza umana, meno viva che nel passato.
2. Dopo buon tratto si arriva a un bivio di percorsi segnalati: a sinistra si scende al vicino guado sull'Orcia dove si scorgono i resti del ponte dell'antica strada per Rocca, abbattuto da una piena nel 1929; a destra invece, dove dirigiamo, si inizia a salire verso il selvaggio sprone che stringe questo tratto della valle.
3. Attraversata una folta lecceta si giunge in cima, presso un secondo bivio con una fonte e un piccolo mausoleo fra i cipressi. Qui si impone una diversione (a sinistra) per raggiungere in meno di un chilometro il castello di Ripa d'Orcia, suggestivo baluardo che vigila sulla vallata. Fu eretto probabilmente nel XIII secolo; appartenne alla famiglia dei Salimbeni senesi e fu più volte ripreso e rifatto; ospita oggi una lussuosa residenza agrituristica.
Tornati al bivio di prima si continua lungo la larga sterrata che si protende sul crinale del colle aprendo ben presto larghe visuali su San Quirico d'Orcia e sulla più lontana Montalcino.
La strada è battuta da rari passanti; sopra i cespugli, le gazze con i loro voli radenti sembrano irridere il nostro lento passo. Alcune grosse querce, piantate nel mezzo dei campi indicano l'ancestrale rispetto dei nostri avi verso questi venerandi monumenti naturali.
4. Vinto il culmine del percorso si giunge a un ulteriore bivio di percorsi. Si sceglie la direzione di destra che indica Vignoni. In breve si raggiunge questo piccolo borgo di pietre sorte dalla terra e di cui la possente torre ricorda il battagliero ruolo. Fra le case si cela la chiesa di San Biagio, dalla liscia e grigia patina romanica. Passato sotto l'arco che fa da balcone all'abitato, si ammira il panorama fino alla lontanissima, minacciosa cuspide di Radicofani. Pio II, il papa umanista del XV secolo, aveva in animo di fare della Val d'Orcia un lago per sfamare con la pesca la popolazione e per difenderla dai briganti.
Si torna sulla sterrata che scende tortuosa a Bagno Vignoni, da dove si era partiti e dove, se l'ora lo consente, ci si potrà ritemprare nella piscina termale.

La Val d'Orcia è un'isola felice del bel paesaggio. Qui ci si riconcilia con le opere dell'uomo: borghi, poderi, pievi e castelli che hanno intessuto un perfetto dialogo con la natura.
In alto, da sinistra a destra: la vasca termale vista dal portico di S.Caterina; due altre vedute della vasca.
Qui sopra, il borgo di Vignoni, fra le vigne.
Nell’acquarello, la gazza.
Testi, foto, disegni di Albano Marcarini