05.PIEMONTE / Novara
Fra le risaie della Badia di Dulzago
05.PIEMONTE / Novara
Fra le risaie della Badia di Dulzago
Vademecum
Itinerario cicloturistico per tutti nell’alta pianura novarese.
Distanza: 21.8 km - Dislivello: 82 metri - Partenza e arrivo: stazione Fs di Bellinzago Novarese (linea Novara-Arona). Servizio Treno+Bici. In auto è bene parcheggiare e iniziare l’anello, dalla Badia di Dulzago.
Percorso: strade campestri.
Dove mangiare: decisamente invitante una sosta gastronomica all’Osteria San Giulio alla Badia di Dulzago (tel. 0321.98101), dove si cucina la tradizionale ‘paniscia’ (riso mantecato con verdure).
Altre informazioni utili: il rifugio faunistico WWF di Bellinzago non è aperto al pubblico. Si visita su prenotazione telefonando allo 011.4731873, www.wwf.it
Internet: http://www.badiadidulzago.it/
Itinerario pubblicato su QUI TOURING, maggio 2002. Aggiornato il 12.12.2009.
Nelle rilucenti specchiature dei campi si riflettono i filari dei pioppi, le cascine e l’effimero trascorrere delle nuvole a volte apportatrici dei primi temporali della stagione. In bicicletta si viaggia per i viottoli lungo i fossi, accanto al gracidare delle rane e al lento volo degli aironi. Questo itinerario si sviluppa nell’Alto novarese, attorno alle pertinenze dell’antica Badia di Dulzago.
1. Si parte dalla stazione Fs di Bellinzago Novarese. Superato il vicino passaggio a livello si seguono le indicazioni per la cascina Boglia. Si attraversa un largo pianoro, frutto di antichi depositi fluvio-glaciali, qua e là segnato da lembi di brughiera. Si scorre accanto alla cascina, oggi centro ippico, e si scende la lieve scarpata verso il torrente Terdoppio. La strada bianca lo supera su un ponticello ed entra nelle bassure delle risaie. Una fitta trama di canali adduttori permette il trascorrere dell’acqua da una ‘stanza’ all’altra in modo che essa non ristagni. Possenti trattori dalle ruote a lama dentata procedono alla cura delle piantagioni. Esili garzette col capo dalla lunga piuma si attardano sui campi, mentre il più sospettoso airone si allontana con larghi e insistiti voli.

3. Nei pressi di Cascina Acquabona si raggiunge la strada provinciale. La si segue verso sinistra fino al ponte sul Terdoppio, poi si piega a destra, di nuovo su uno stradello sterrato che segue l’asta del fontanile della Scala.
4. Superati la Cascina Bertinella e il Canale Diramatore si riesce sull’asfalto presso il Molino dell’Argine. Si piega a sinistra ma si abbandona subito la rotabile per un’altro percorso su fondo naturale che, verso sinistra, sottopassa la ferrovia e sale una leggera china dove si trova una fornace. Al tornante della successiva discesa si abbandona la via principale e, a sinistra, si prende a costeggiare il piede della collina fino a raggiungere
5. Cavagliano: alcune corti agricole stanno adagiate ai piedi della villa della famiglia Caccia, forse a suggello di una secolare sottomissione feudale. Seguendo ora la rotabile che risale di nuovo l’orlo collinare si punta verso la Badia di Dulzago. Avvicinandola si contempla la maestosa cimosa del Monte Rosa.

In primavera una porzione della Pianura padana trasforma la sua sostanza: da terra ad acqua. Migliaia di ettari di campagna sono artificialmente allagati per consentire la crescita delle tenere pianticelle di riso.
In alto, da sinistra a destra: il Monte Rosa si specchia nelle risaie dell’Alto Novarese; la chiesa della Badia di Dulzago; le risaie al margine della Badia. Qui in alto, uno scorcio di Cavagliano e, sotto, la campagna presso la Cascina Bertinella Vecchia.
Nell’acquarello, il topolino delle risaie.
Testi, foto, disegni di Albano Marcarini