10.CAMPANIA / Salerno
Roscigno Vecchia, paese-museo
10.CAMPANIA / Salerno
Roscigno Vecchia, paese-museo
Vademecum
Itinerario pedonale lineare nel Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, zona dei Monti Alburni.
Punto di partenza e arrivo: Sacco, località in provincia di Salerno. Si raggiunge da Salerno seguendo per 83.9 km l’autostrada A3 in direzione di Reggio Calabria e quindi la strada statale 166 fino alla diramazione per Roscigno e Sacco (in totale 115 km).
Tempo di percorrenza: 1 ora e 30 minuti (solo andata) su strada campestre e sentiero. Itinerario non segnalato.
Dislivello: 220 metri (solo andata).
Dove mangiare. Nessun ristoro lungo il percorso, provviste a Sacco o a Roscigno. Scorta d’acqua.
Indirizzi utili: Museo della civiltà contadina, Roscigno Vecchia, tel. 0828.963377 (aperto dalle ore 9 alle 13, sabato e domenica anche dalle 15 alle 17).
Internet: http://www.roscignovecchia.it/
Itinerario pubblicato su BELL’ITALIA 222, ottobre 2004. Aggiornato il 12.12.2009.

Decaduto ma mai distrutto perché, in realtà, mai nessuna frana lo colpì seriamente, Roscigno iniziò fra il 1902 e il 1908 una vita da villaggio-fantasma frequentato di giorno come deposito, stallaggio, magazzino e abbandonato di notte. Gli edifici, molti di elegante fattura, sono segnati dal tempo ma la conformazione urbanistica del villaggio è ancora intatta con la bella piazza centrale addobbata da un enorme olmo. Per questa ragione Roscigno Vecchia è stata vincolata e dichiarata ‘paese-museo’, fossilizzato nel tempo, destinato all’ammirazione di coloro che non hanno avuto la sorte di vivere senza auto, senza luce elettrica, senza computer. Nel frattempo, assieme al Parco nazionale del Cilento, che la comprende, ha ottenuto anche l’inserimento nella lista Unesco dei siti Patrimonio dell’Umanità.
In verità oggi a Roscigno si arriva in auto, ma, com’è abitudine di questa rubrica, preferiamo raggiungerla a piedi partendo da Sacco, comune limitrofo, situato sull’altra sponda del Sammaro, il torrente che bagna la vallata. Avremo modo di osservare il paesaggio agrario, minuto e variato, che fu alla base della vita economica di queste terre e l’impressionante cornice delle cime biancastre degli Alburni.
1.Anche Sasso è un paese ricostruito, ma in epoca molto più antica rispetto a Roscigno. Sacco Vecchia ha le sue rovine sulla rupe di M. Motola, raggiungibili per un impegnativo sentiero. L’itinerario invece per Roscigno vecchia ha origine al parcheggio all’ingresso di Sacco. Si scende per la strada in direzione di Roscigno.
2.Giunti al bivio segnalato per le sorgenti del Sammaro, si piega a sinistra continuando a scendere lungo una strada poderale asfaltata. A minuscoli coltivi, lavorati ancora con estrema pazienza, si alternano fasce di bosco e uliveti.

4. Grazie a un ponticello si procede oltre salendo verso Roscigno. La stradina dà accesso ai campi ed è facile incontrare qualche vecchio di ritorno dal lavoro.

6.Prima di fare ritorno a Sacco per lo stesso percorso dell’andata ci si può allora fermare a Roscigno Nuova per la visita dei due musei locali.
Per un’infinita serie di sventure, fra le quali i terremoti e le frane hanno un triste primato, molti paesi dell’Italia centro-meridionale furono in tempi diversi abbandonati. Il caso più eclatante è quello di Roscigno Vecchia, paese nel massiccio degli Alburni, in provincia di Salerno.
In alto, da sinistra a destra: la parrocchiale di Roscigno Vecchio; un angolo del paese abbandonato; la fontana nella piazza. Qui in alto, una testina immorsata nel muro di un’abitazione e, sotto, uno scorcio delle case che prospettano sulla piazza.
Negli acquarelli, l’ornato di un portone col suo balconcino; la parrocchiale.
Testi, foto, disegni di Albano Marcarini