14.PIEMONTE / Verbano-Cusio-Ossola
Marone: fermata a richiesta
14.PIEMONTE / Verbano-Cusio-Ossola
Marone: fermata a richiesta
Vademecum
Itinerario lineare a piedi con l’utilizzo della ferrovia turistica Domodossola-Locarno. Punto di partenza e arrivo: Trontano, località in provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Si raggiunge da Milano (97 km) seguendo l’autostrada per Gravellona Toce e la superstrada per Domodossola. All’uscita di Domodossola si seguono le indicazioni per Trontano (5 km). Giunti a Trontano la prima parte dell’itinerario prevede di utilizzare il treno della ferrovia Vigezzina, fino a Marone (la fermata è facoltativa, segnalarla al capotreno, biglietti in vettura). Orari consultabili al sito www.vigezzina.com
Tempo di percorrenza: 1 ora e 45 minuti su mulattiera e strada campestre; senza difficoltà.
Dislivello: circa 140 metri in discesa.
Periodo consigliato: tutto l’anno.
Dove mangiare. Nessun punto di ristoro, con le provviste si può fare pic-nic al villaggio. Scorta d’acqua.
Indirizzi utili: Progetto di valorizzazione turistica dei villaggi ossolani Marone e Verigo, tel. 0324.226611.
Internet: www.comune.trontano.vb.it
Itinerario pubblicato su BELL’ITALIA 220, agosto 2004. Aggiornato il 13.12.2009.
Prossimamente (primavera 2010) sulla guida: A.Marcarini, DOMODOSSOLA-LOCARNO Escursioni in treno e a piedi, Lyasis, Sondrio.

Il treno parte da Domodossola ma per la nostra escursione possiamo attenderlo a Trontano, il comune cui Marone appartiene. La linda stazione sta a poca distanza dalla parrocchiale. C’è un bar vicino e si può prendere un caffè in attesa della fermata.
Il viaggio dura meno di dieci minuti. Il trenino marcia a rilento su per la salita della valle, sotto le ombre scure delle bosco, sopra i vortici del torrente.

C’è anche una cappellina ad arco che saluta i viandanti che salgono dal fondovalle, ma le crepe, gli sfregi e le parti mancanti impediscono di distinguere le figure. Poco distante si scorge la corpulenta parrocchiale che sovrasta e sembra proteggere le baite attorno. La porta è murata: nessun fedele è più entrato da anni, l’orologio del campanile ha le lancette fisse, che pendono senza forza verso il basso. Più sotto si intravede il piccolo camposanto, chiuso da un muretto bianco.
Il luogo è bello. Chissà perché tutti se ne sono andati? Forse perché non c’è la strada, forse perché la vita era dura, specie in inverno. Ma spunta una speranza. La locale Comunità Montana vorrebbe farne un villaggio-albergo per ospitare turisti di passaggio. Un’idea da guardare con favore.
Ora, per tornare a Trontano, si può seguire la mulattiera che corre sotto la ferrovia. A metà strada s’incontra Verigo, altro bel villaggio, questa volta abitato, con alte ed eleganti dimore tradizionali. È una bella passeggiata che favorisce la meditazione, cercando magari una risposta per un paese che ha smarrito tutti i suoi abitanti.

1.Dalla stazione di Marone si scende al villaggio. Da osservare le case in pietra, gli affreschi murali, la cappella votiva, la parrocchiale e il piccolo camposanto. Si esce da Marone seguendo la mulattiera dinanzi alla chiesa.
2.La mulattiera scorre poco sotto la ferrovia fra castagni e tigli, fra campi e boscosi valloni. Un cancello precede il ponte sul torrente Margologio, sovrastato anche dal viadotto della Vigezzina.
3.A Verigo è bene non seguire la strada asfaltata, ma entrare fra le case del villaggio, passando accanto alla stazione. Prima di arrivarci, si segnala, su un rustico, un’architrave con simboli scolpiti.
4.Lasciato il villaggio si segue la strada per Trontano. È anche possibile una breve variante passando sul vecchio ponte ad arco. Accanto si trova un’area didattica dedicata al recupero di alcuni vecchi mulini ad acqua.
5.Entrando a Trontano si consiglia di lasciare ancora la strada asfaltata e seguire il sentiero che raggiunge le varie borgate del comune. In tutte si segnalano belle dimore in pietra e alcune ‘case forti’, appartenute alla nobiltà locale.
Marone c’è la stazione. Si ferma il treno ma nessuno scende e nessuno sale. La ragione è semplice. A Marone non vive più nessuno e la fermata è solo un retaggio di regolamenti obsoleti, resistente a ogni trasformazione, ma è bello pensare che il treno si fermi ancora…
In alto, da sinistra a destra: la chiesa di Marone; il villaggio visto dalla mulattiera per la stazione; alcune dimore del villaggio.
Qui sopra: la cappellina al crocicchio con la mulattiera per il fondovalle. Negli acquarelli: il campanile della chiesa e vigne lungo la via del ritorno.
Testi, foto, disegni di Albano Marcarini