19.MARCHE / Pesaro e Urbino

Pietrarubbia, borgo del Montefeltro

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Vademecum


Punto di partenza e arrivo: Pietrarubbia, frazione del comune omonimo (PU), a 59.6 km da Pesaro. Si raggiunge da Pesaro con la strada diretta a Sassocorvaro, quindi con la diramazione per Macerata Fèltria e Pietrarubbia.

Tempo di percorrenza: 2 ore e 30 minuti. Sentiero e strade campestri, un po’ di fango dopo forti piogge.

Dislivello: 270 metri. Segnavia: segnalato con tacche bianco/rosse e con cartelli direzionali.

Periodo consigliato: tutto l’anno.

Dove mangiare. A Pietrarubbia si trova l’accogliente locanda del Vicariato (tel. 0722.750031-333.3061041) con ristorante e alloggio, www.ilvicariato.it

- un altro ristorante si trova sulla strada per Carpegna.

Indirizzi utili: Centro Visite del Parco Sasso Simone, via Montefeltresca, Ponte Cappuccini, Pietrarubbia, tel. 0722.75350, www.parcosimone.it

- Comune di Pietrarubbia, tel. 0722.75110-75177, www.comune.pietrarubbia.pu.it


Itinerario pubblicato su BELL’ITALIA 215, marzo 2004. Aggiornato il 13.12.2009.

 
 

Ci si arriva per via tortuose, partendo da Pesaro e lasciando alle spalle la Riviera Adriatica. Bisogna salire le vallate del Montefeltro fino ad arrivare sotto l’ombra del Monte Carpegna, baluardo «che da ogni parte circonda». Ma non è finita qui: si sale ancora per una stradina polverosa. Solo dopo un paio di chilometri si lascia l’auto alle porte del villaggio.

Le case si contano sulle dita. Un attento restauro le ha ringiovanite, ma la gente non torna quassù, così tutto resta nel ricordo. La chiesuola è intitolata a San Silvestro, il Castello è l’insieme delle case, come descritto nei documenti antichi. Una torre campanaria se ne sta isolata sul pendio. Serviva a richiamare i contadini quando erano sparsi per le campagne. Una locanda, allogata nel vecchio palazzo del Vicariato, ospita e rifocilla i viandanti che amano Pietrarubbia. Tutto qui, tanto basta per fare di un nome un luogo di magica bellezza.

Ma Pietrarubbia non è solo magia è anche un luogo che ebbe parte nella storia. La seconda torre, che si erge arcigna sulla rupe - «una torre mozza dal tempo e solcata dai fulmini» - rammenta le geste bellicose dei Montefeltro che da qui, rivaleggiando con i Malatesta, si lanciarono alla conquista di nuovi domini nella Val Marecchia e nella Bassa Romagna.

Da Pietrarubbia si compie una bella passeggiata che non perde mai di vista il villaggio, anzi consente di ammirarlo sotto diverse visuali. Il giro, ad anello, punta dapprima verso le cuspidi naturali di Pietrafagnana, strani composti di ciottoli cementati dall’arenaria, e poi, giunti sul crinale, s’adagia su una larga strada sterrata. I campi giungono al piede delle rocce alternando il senso del liscio a quello del ruvido.

Superata la provinciale per Carpegna (verso sinistra, sull’orizzonte, torreggiano il Sasso Simone e il Simoncello) si sale verso il monte, ma si tratta di poca cosa. Incrociato il primo cammino si scende di nuovo a valle, verso Ponte Cappuccini, l’abitato moderno che ha ereditato le funzioni di Pietrarubbia.

Qui si trova il Centro visite del Parco di Sasso Simone, entro cui Pietrarubbia ricade. Poco distante si visita un convento con buone opere d’arte del XVII secolo e che vide illustri ospiti: San Francesco, S.Giuseppe da Copertino e pure Garibaldi, in fuga con la moglie Anita. Seguendo le indicazioni allestite dal Parco si torna infine verso il nostro villaggio. La strada è ancora quella dei muli e delle pecore, la fatica lieve perché la meta è sempre a portata di…passo.


1. Dal borgo di Pietrarubbia si scende al parcheggio imboccando il sentiero che, fra le siepi, sale

sotto la rupe della Rocca. In breve si perviene sul crinale dove si  passa un cancellino accanto a una pozza per abbeverare il bestiame. Si continua in salita.

2. Quando s’incontra una strada sterrata, si piega a destra contornando le tozze rupi di Pietrafagnana con splendide vedute sul Montefeltro. La strada, infine, sbocca sulla

provinciale per Carpegna.

3. Dopo aver seguito per poche decine di metri la strada provinciale, si piega a destra e si rimonta un ripido pendio fino alla quota 803 dove una stradina, a destra, scende verso Ponte Cappuccini. Di fronte si erge la mole di Monte Carpegna.

4. Da Ponte Cappuccini si seguono le segnalazioni pedonali per Pietrarubbia. Passato un fosso si guadagnano le Case Mancino per poi scendere in una verdeggiante conca. Il villaggio si staglia in alto e lo si raggiunge con la vecchia mulattiera.

 

Pietrarubbia è un borgo di pietre morbide che accarezzano gli occhi» ha detto Tonino Guerra, il poeta-cantore delle terre fra la Romagna e le Marche. Pietrarubbia prende dal colore rossiccio della rupe che la sovrasta. Seduce gli artisti e gli innamorati.

In alto, da sinistra a destra: un gregge all’ingresso di Pietrarubbia, la cappella del villaggio, una veduta panoramica con la rupe che sovrasta le case. Qui sopra: uno scorcio con la cappella e la torre. Negli acquarelli: veduta del villaggio da sud e la rocca che lo domina.

Testi, foto, disegni di Albano Marcarini