23.TOSCANA / Livorno

Nell’isola di Capraia

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Vademecum


Itinerario a piedi sull’isola di Capraia (Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano). Capraia si raggiunge da Livorno con i traghetti della Toremar (2 ore e 30’ di traversata), tel. 892.123, www.toremar.it

Punto di partenza e di arrivo: Capraia Isola, p.za Milano.

Tempo: 2 ore e 45 minuti fino al M. Arpagna, più 1 ora per lo Stagnone.

Dislivello: 420 metri circa. Consigli utili: evitare le ore calde della giornata, protezione per il sole e gli insetti, munirsi di acqua e di alimenti a Capraia, calzoni lunghi per procedere nella macchia.

I buoni prodotti. Nell’ex-Colonia Penale sono sorte due aziende agricole biologiche con prodotti di qualità (miele, marmellate, latticini di capra, liquori ecc.): Valle di Portovecchio, loc. Il Pollaio, tel. 0586.905242, www.isoladicapraia.it/vallediportovecchio; La Stalla (anche per escursioni a cavallo), tel. 0586.905094.

Dove dormire: L’Agenzia Viaggi Parco propone pacchetti weekend in case dell’isola, tel. 0586.905071, www.isoladicapraia.it

Indirizzi utili: Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, "la Salata", porto di Capraia, tel. 0586.905138, www.islepark.it


Itinerario pubblicato su BELL’ITALIA 209, settembre 2003. Aggiornato il 15.12.2009.

 
 
Rimasta immune dalle tentazioni edilizie l’isola, inserita nel Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, è un vero paradiso. La natura vulcanica delle rocce esalta l’appassionato geologo, la nidificazione del raro gabbiano corso fa la gioia dei birdwatcher mentre il bellissimo giglio di mare illirico testimonia di remoti legami botanici dell’isola con le altre vicine.

Il sentiero per Monte Arpagna, attraversa gran parte di Capraia ed è un condensato dei suoi multiformi aspetti. Si deve partire dal paese, di buon mattino, in direzione sud, lungo una carrabile che man mano si riduce a mulattiera.

Si tratta di un’opera stradale di notevole ingegno che corre rilevata sul terreno grazie a una massicciata di pietre. In tal modo evita di essere sepolta dalla macchia. Fu realizzata, all’inizio del ‘900, col lavoro dei detenuti dell’ex-Colonia Penale. Superato un primo tratto in salita si lascia a sinistra la consigliata diramazione per la chiesa di S. Stefano. La traccia principale risale il Vado del Porto, un vallone completamente rivestito dalla macchia a erica e corbezzolo. Vinta un’altra salita si giunge alla biforcazione per lo Stagnone. Anche questa deviazione (di un’ora fra andata e ritorno) è indicata per ammirare un piccolo quanto raro specchio d’acqua, rifugio dell’avifauna di passo.

A quota 351 la mulattiera dell’Arpagna giunge a una sella dalla quale è possibile dominare una profonda incisione della costa occidentale con, in basso, l’isoletta della Peraiola. Poi si aggira il M. Pontica e, in breve, si giunge ai ruderi del cosiddetto Alloggio del Capitano e al pianoro posto presso Le Colombaie. Infine si giunge ai piedi dell’erta finale di M. Arpagna, sulla cui vetta è impiantato un semaforo in ferro, già usato per le segnalazioni marittime.

Dalla cima lo spettacolo è grandioso: in basso si scorge la punta dello Zenobito con la sua torre; al largo, nel mare, si distinguono l’Elba, Montecristo, Pianosa e la lunga sagoma montuosa di Capo Corso. A questo punto, dopo un meritato riposo, si può fare ritorno a Capraia.

Solo i più esperti e allenati possono prolungare l’escursione fino alla torre dello Zenobito. Potranno osservare le antiche lave rossastre del più recente camino vulcanico dell’isola, la cui emersione iniziò circa 9 milioni di anni fa. La zona è anche luogo di nidificazione del gabbiano corso, dal grosso becco di colore rosso acceso. Vive solo nel Mediterraneo e, sulle falesie dell’Arcipelago Toscano, si riproduce circa un terzo dell’intera popolazione italiana di questa rara specie.


1. Dalla Strada del Semaforo, dopo aver lasciato il paese, una breve deviazione porta ai  ruderi della chiesa romanica di S.Stefano (X-XII sec.). Intorno, nella zona detta I Piani, si leggono ancora alcuni tratti del paesaggio agrario tradizionale dell’isola con muretti, casupole, terrazze di vigna ormai invasi dalla macchia.

2. Lo Stagnone è l’unico bacino naturale dell’arcipelago toscano. In primavera sono abbondanti le fioriture di ranuncolo d’acqua. Nell’isola si conoscono 650 specie vegetali, il 3% delle quali  esclusive del luogo. LoStagnone è anche punto di sosta per gli uccelli di passo.

3. Nell’ultimo tratto del sentiero si incontrano i ruderi di installazioni della Marina Militare: alloggi, centri di sorveglianza e un semaforo per la navigazione. Dalla vetta del M. Arpagna la visuale, oltre che su gran parte dell’isola, si apre sulla non lontana Corsica e sull’isola d’Elba.

4. Gli escursionisti più allenati possono scendere fino alla Torre dello Zenobito, sulla punta meridionale di Capraia. Nei pressi si ammira il cono vulcanico di Cala Rossa. L’accesso alla torre è precluso, dal 1 maggio al 30 giugno, nel periodo di nidificazione del gabbiano corso.
 

Capraia è la meno ‘toscana’ delle isole dell’arcipelago alto tirrenico. Lo si sente dal dialetto dei vecchi, contagiato dal genovese, rimasuglio di una passata dominazioni. Lo si nota per la lontananza dalla costa e la vicinanza alla Corsica.

In alto, da sinistra a destra: panorama dalla Sella dell’Acciatore; il monastero di Capraia. Qui sopra: le falesie della costa occidentale dell’isola, sullo sfondo Capo Corso.

Negli acquarelli: il faro di Capraia, una barca a vela, la torre dello Zenobito.

Testi, foto, disegni di

Albano Marcarini