37.VENETO / Venezia
In house-boat nella Laguna Veneta
37.VENETO / Venezia
In house-boat nella Laguna Veneta
Vademecum
Itinerario in house-boat nella parte sud della Laguna Veneta.
Punto di partenza e di arrivo: Chioggia, presso la base nautica dell’Isola dell’Unione.
Tempo di percorrenza: due giorni, nel complesso 8-9 ore di navigazione.
Con chi: l’agenzia Rendez-Vous Fantasia di Paolo Rebecca, tel. 041.5540016-330247331 www.rendez-vous-fantasia.com , noleggia house-boats da 2 a 10 posti letto per week-end o intere settimane. I prezzi variano da 790 a 2800 Euro per barca e per settimana.
Dove mangiare. Sull’isola di Pellestrina non difettano i buoni ristoranti: da Celeste, via Vianelli 625, tel. 041.967043; da Nane, a S.Pietro in Volta 282, tel. 041.5279110. Il giorno successivo occorre preparare il pranzo a bordo.
Dove dormire. L’ormeggio consigliato a Malamocco è presso la darsena Venmar. Per la cena si consiglia il ristorante dell’agriturismo Le Garzette, sul lungomare Alberoni 32 (utile prenotare allo 041.731078 anche per farsi guidare sul posto che non ha insegne).
Indirizzi utili. Apt Venezia, Castello 4421, tel. 041.5298711, www.turismovenezia.it - Centro maree, tel. 199165165.
Itinerario pubblicato nella su BELL’ITALIA 205, maggio 2003 - Aggiornato il 3.1.2010.

Questo itinerario nella Laguna Sud, della durata di due giorni, utilizza questo mezzo di navigazione. Prende le mosse da Chioggia – la città dove, secondo Giovanni Comisso, «si arriva per prati d’acqua» - esplora il litorale di Pellestrina con la sua schiera di case dai vivaci colori che sfilano sul canale, e, per la notte, fa sosta a Malamocco. Qui, chi non desidera alloggiare in barca, può approfittare di un’azienda agrituristica, consigliata anche per la prelibata cucina.
Il giorno successivo ci si spinge nelle zone più interne e solitarie della laguna, fra i casoni, le barene, le valli da pesca. Sono luoghi suggestivi dove si godono scampoli di natura autentica. Ci si renderà conto dei vari ambienti che si susseguono dalla terraferma verso il mare, un delicato equilibrio di spazi emersi e sommersi, più o meno salini, più o meno coperti di vegetazione. Si osserveranno le attività dei mitilicultori e quelle delle grandi valli da pesca. Le luci del giorno, che mostrano la laguna sotto diversi aspetti, accompagneranno il dolce scorrere della navigazione.

I patiti delle due ruote possono caricare le biciclette a bordo, scendere a Pellestrina e seguire dall’alto dei Murazzi (la lunga diga che protegge il cordone lagunare) i compagni in barca. Con la bicicletta, sfruttando i traghetti che uniscono un’isola dall’altra, si può anche compiere un piacevolissimo itinerario da Chioggia al Litorale del Cavallino (ma solo in estate) sospinti dalla brezza e in compagnia dei gabbiani.

1. A Chioggia, prima dell’imbarco, ci si può rifornire presso il vivace mercato cittadino oppure indugiare lungo il corso del Popolo, la ‘piazza’ della città lagunare.
2. Traversata la Bocca di Porto di Chioggia si costeggia l’Oasi di Ca’ Roman, isolotto sabbioso dove praticare il birdwatching. Vi nidificano il fratino e il fraticello.
3. A Pellestrina si trovano buoni ristoranti fra le case schierate lungo la riva. Su queste svettano le chiese che distinguono le diverse frazioni dell’isola, il cui insediamento risale al 1380 per opera di 4 famiglie chioggiotte.
4. Dopo la sosta notturna a Malamocco, la navigazione riprende in direzione del Casone Zappa, singolare costruzione in stile eclettico d’inizio Novecento, utilizzata in passato come ricetto di caccia. Alle sue spalle si estende l’omonima valle da pesca.
5. Bordeggiando con cautela fra i canali si avvicinano altre valli da pesca. La più vasta è Valle Millecampi, oltre 1600 ettari di barene, velme, motte e lembi di canneto. Ricchissima di avifauna e da qualche anno soggetta a tutela come riserva naturale, si visita meglio in canoa facendo capo al diruto Casone Millecampi. Poi si torna nella laguna aperta.
Ci sono persone che amano la laguna quanto o forse più di Venezia. Non è uno sgarbo, ma un segno di riconoscenza verso questo ecosistema che ha permesso per secoli la vita della città più bella del mondo.
In alto, da sinistra a destra: tre immagini di Pellestrina. Qui sopra: l’house-boat. Negli acquarelli: le rovine del Casone Millecampi; il singolare Casone Zappa, che ricorda vagamente le architetture nordiche.
Testi, foto, disegni di
Albano Marcarini