42.EMILIA ROMAGNA / Reggio Emilia

La Pietra del Purgatorio: Bismantova

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Vademecum


Itinerario pedonale attorno alla Pietra di Bismantova, nell’Appennino Reggiano.

Tempo di percorrenza: 3 ore e 15 minuti.

Dislivello: 260 metri.

Segnavia bianco/rossi 697 ‘Anello della Pietra’.

Per chi: itinerario per tutti, facile sentiero, impraticabile in caso di piogge.

Come: abbigliamento da trekking leggero, scorta d’acqua, cappellino.

Quando: da settembre al tardo autunno.

Dove mangiare e dormire: l’itinerario prende avvio dall’azienda agrituristica Il Ginepro, situata a 5 km da Castelnovo ne’Monti. Prenotando allo 0522.812549 - 611088, è possibile alloggiare in casale con vista sulla Pietra e gustare l’ottima cucina della montagna reggiana. Altri punti di ristoro sono ubicati presso l’Eremo.

Informazioni utili: la Pietra di Bismantova si raggiunge da Reggio Emilia con la strada 63 fino a Castelnovo ne’Monti; provenendo da Milano è consigliabile lasciare la A1 a Parma e proseguire sulla strada 513 della val d’Enza fino a Castelnovo. La cittadina ai piedi della Pietra è anche collegata a Reggio Emilia con le autolinee ACT.

Indirizzi utili: Ufficio turistico a Castelnuovo ne’Monti, via Roma 33/C, tel. 0522.810430, www.reappennino.it

 

Itinerario pubblicato nella su BELL’ITALIA 198, ottobre 2002 - Aggiornato il 7.1.2010.

 
 
È la Pietra di Bismantova piantata nel mezzo dei rilievi reggiani, laddove le colline cominciano a diventar vere montagne. Nei secoli ha stupito molti. Viandanti sulla via di Garfagnana che la usavano come inconfondibile punto di riferimento, scrittori e poeti, come Dante che, paragonandola a una vetta del Purgatorio, affermò a chiare lettere che arrivar lassù è possibile a condizione di aver almeno un paio d’ali.

Il  nostro obiettivo è di raggiungere la vetta. In effetti a vederla dal basso, la si direbbe un’impresa da climbers provetti. È vero che ci sono almeno una trentina di vie d’arrampicata, ma non c’è dubbio che fra i mille intagli della lunga parete di arenaria ci sono anche facilissimi sentieri. E una volta in vetta sembrerà di aver vinto un ‘quattromila’, perché il panorama di lassù è semplicemente grandioso e sporgersi dall’orlo della rupe dà le vertigini.

In auto si arriva fino all’eremo sottostante la rupe, ma è bene partire da più distante approfittando dell’ospitalità dell’agriturismo Il Ginepro, a pochi passi da Ginepreto, frazione di Castelnuovo ne’ Monti.


  1. 1. Dal parcheggio accanto alla chiesuola si seguono i segnavia bianco-rossi del Sentiero Spallanzani, dedicato all’illustre naturalista reggiano. Non si può mancare la direzione giusta, basta puntare verso la Pietra che, vista da qui, sembra un vascello incagliato in un dolce mare di onde verdi, campagne ben tenute con un fastoso corredo di siepi e boschetti. In meno di mezz’ora si è all’Eremo. Il primitivo impianto medievale ha subito varie trasformazioni e oggi appare un po’ artefatto. Di singolare interesse la raccolta di ex-voto della Canonica avente come soggetti fatti miracolosi avvenuti sulla Pietra.


  2. 2. Dei vari sentieri attrezzati si consiglia l’Anello della Pietra che in un paio d’ore consente di apprezzare la montagna sotto diversi punti di vista e anche di toccarne la vetta. Transitando dinanzi al Rifugio della Pietra, un largo sentiero cinge dapprima la base della scarpata poi pian piano ne guadagna il fianco, dalla parte che volge verso Castelnovo ne’ Monti. Una breve rampa, in una fessura della parete, conduce infine alla sommità dove si stendono ampie radure e macchie di noccioli, aceri, roverelle. Pannelli didattici illustrano le singolarità della zona.


  3. 3. Contornando l’orlo del ripiano si intercetta l’accesso storico alla rupe, lungo il quale si discenderà. La sagomatura, qualche pietra selciata e le larghe curve ne attestano l’origine medievale quando sulla rupe erano posti un caposaldo difensivo, fondato dai Bizantini, e il nucleo di una pieve con ampie dipendenze territoriali. Rispettando il segnavia 697 il percorso aggira dal basso la punta nord-orientale della Pietra in una zona brulla, disseminata di pietrame, frutto dello sgretolamento della parete arenacea, piuttosto instabile - si parla di movimenti in tempi geologici - perché sovrapposta a un potente letto di argille.


  4. 4. Dopo aver avvicinato il sito della necropoli di Campo Pianelli (reperti, non ‘in situ’, della tarda età del Bronzo), il sentiero procede lungo il contorno orientale in un variato contesto di sfasciumi rocciosi e di dolci praterie. Giunti alla strada d’accesso all’Eremo, si riprende la via sterrata per Ginepreto, percorsa all’andata.
 

Visti dall’autostrada, fra Piacenza e Bologna, gli Appennini sono un’indistinta catena di cime azzurrognole. Una solo di loro spicca sulle altre in modo netto ma in strana forma, come fosse un tronco di quercia tagliato alla base, una cima tabulare simile alle ‘mesetas’ del Far West e pareti a perpendicolo, fittamente frastagliate.

In alto, da sinistra a destra: l’inconfondibile sagoma della Pietra di Bismantova; l’ingresso all’eremo posto sotto la parete della Pietra; la piatta superficie della Pietra, simile a una meseta. Negli acquarelli: la Pietra di Bismantova; l’eremo.

Testi, foto, disegni di

Albano Marcarini