43.CALABRIA / Crotone
Falchi sul Monte Fuscaldo
43.CALABRIA / Crotone
Falchi sul Monte Fuscaldo
in preparazione
Vademecum
Punto di partenza e di arrivo: Centro di educazione ambientale di Santa Severina, via Catona 9. La cittadina si raggiunge da Crotone (36 km) seguendo la Superstrada Silana e la diramazione indicata.
Tempo di percorrenza: 3 ore.
Lunghezza: 10.5 km.
Profilo altimetrico: un primo tratto in sensibile ascesa, poi andamento lievemente ondulato.
Il momento migliore: primavera e autunno.
Paesaggio: macchia mediterranea e bosco di querce.
Condizioni del percorso: sentiero e pista forestale. Precauzioni contro i raggi solari, sufficiente scorta d’acqua.
Segnavia: non segnalato (i responsabili del Centro di Educazione Ambientali forniscono eventuali indicazioni; annunciare la vostra presenza sul sentiero).
Sicurezza: facile percorribilità, un minimo di attenzione nel superare i cancelli in legno (da richiudere sempre).
La buona tavola. Sul percorso non si incontrano punti di ristoro. A Santa Severina: Locanda del Re, via P. Orsi 6, tel. 0962.51662 - 347.1714558; Le Grotte, via Meseria, tel. 329.8126900.
Dove dormire. Agriturismo Le Puzelle, S.S.107/bis, Santa Severina, tel. 0962.51004, www.lepuzelle.it; Agriturismo Il Querceto, loc. Cerceto, Santa Severina, tel. 0962.51467, www.agriturismoilquerceto.kr.it
Indirizzi utili. La cooperativa Neophron, presso il Centro di Educazione Ambientale del Marchesato, via Catona 9, propone l’escursione con guide naturalistiche, tel. 0962.558804, cell. 333.2417556, www.ceadelmarchesato.com
Itinerario pubblicato nella su BELL’ITALIA Speciale CALABRIA, giugno 2008 - Aggiornato il 7.1.2010.

Il monte Fuscaldo è una cupola di verde che si eleva nel Marchesato crotonese. Fa da spartiacque fra le valli dei fiumi Tacina e Neto. Guarda l’altopiano della Sila e protegge la storica cittadina di Santa Severina con il suo poderoso castello. Facili sentieri conducono attorno alla vetta, solcando improvvisi valloni, simili a piccoli canyon dove si rifugiano rapaci molto rari come il capovaccaio, il gufo reale, il nibbio reale.
1.Dal Centro di Educazione Ambientale di S. Severina si segue la pista che si inoltra nel Vallone del Passo, fra due pareti di roccia stratificata. Si calca ben presto un vecchio sentiero mulattiero. Si ricorda di richiudere tutti i cancellini in legno.
2.Dopo un primo tratto di salita bisogna prestare attenzione. Si lascia la traccia principale e, verso sinistra, sottopassando un cancellino, si guadagnano gli uliveti e i pini domestici delle Serre, fra ruderi di vecchi casali.

4.In breve si raggiunge l’area verde di M. Fuscaldo, con un ristorante aperto in estate.
5.Si contorna, a una buona altezza il fianco orientale della montagna, su una larga pista forestale. Belle vedute sulla campagna crotonese, fino al mare.
6.Dopo aver superato la diramazione per la vetta del Fuscaldo, si raggiunge il vertice dell’anello, presso la Timpa della Zita. Ora si volge a ritroso lungo l’altro versante della montagna. Splendida veduta sulla sottostante Valle Niffi, tesoro naturalistico scavato fra pareti di arenaria, luogo di nidificazione di gheppi, poiane, gufi e altri rapaci.
7.Si avvicinano vecchi recinti e pascoli, poi si discende ad aggirare la Valle Carigli per poi riprendere quota all’interno di una pineta.
8.Un panoramico tratto lungo uno stretto crinale bordato da campi alberati riporta al crocicchio dal quale i cammini si erano separati. Ripercorrendo un tratto dell’andata si rientra a S. Severina.
A oriente, dove la Sila deprime e si spezza in caotici valloni per poi confluire in più distesi ripiani, manifestamente riconoscibili in antichi terrazzi marini, si configura il Marchesato di Crotone. Sulla sua costa, dirimpetto allo Jonio, i coloni greci di quella città avevano definito lo spazio vitale della loro cultura e della loro prospera economia.
In alto, da sinistra a destra: panorama dalla Timpa della Zita; veduta di S. Severina dal sentiero. Negli acquarelli: gheppio; il castello di S. Severina.
Testi, foto, disegni di
Albano Marcarini