54.TRENTINO / Trento
La Val di Piazza sul Pasubio
54.TRENTINO / Trento
La Val di Piazza sul Pasubio
Vademecum
Itinerario lineare con partenza a Raossi (m 723) nella Vallarsa e arrivo alla Galleria d’Havet (m 1781) sulla Strada degli Eroi, comunicante con il Pian delle Fugazze. Prevede la salita della solitaria Val di Piazza e l’attraversamento della cornice sommitale del Pasubio, fra la Lora e il Soglio dell’Incudine. Il considerevole dislivello, la durezza del percorso e qualche possibile problema di interpretazione del tracciato rendono l’escursione consigliata solo a escursionisti esperti, dotati di altimetro e bussola.
Tempo di percorrenza: 6 ore.
Dislivello: 1467 in salita, 410 metri in discesa.
Condizioni del percorso: sentiero di montagna da Raossi all’ex-rifugio militare (segnavia SAT 135); mulattiera dall’ex-rifugio militare alla Galleria d’Havet (segnavia SAT 398).
Periodo consigliato: da giugno a ottobre.
Come arrivare al punto di partenza. Lo sviluppo dell’itinerario prevede di utilizzare due mezzi di trasporto: il primo da parcheggiare a Raossi, punto di partenza; il secondo da parcheggiare alla galleria d’Havet, punto di arrivo. Il collegamento Raossi-Galleria d’Havet-Raossi può essere effettuato anche in taxi (Autonoleggio Raoss, via Roma 34, Raossi, tel. 0464/869450-869469).
Raossi si raggiunge da Rovereto (18.3 km) percorrendo la strada statale 46 del Pasubio (indicazioni Vallarsa). La Galleria d’Havet si raggiunge dal Pian delle Fugazze, valico ubicato 8.5 km dopo Raossi sempre lungo la statale 46, imboccando e percorrendo per 7.8 km la ex-strada militare di Val di Fieno e ‘degli Eroi’.
Altre informazioni pratiche. Nessuna possibilità di ristoro lungo l’itinerario. Alcuni tratti del percorso, nell’alta Val di Piazza possono essere infrascati. Dotarsi di provviste in Vallarsa o al Pian delle Fugazze e di una buona scorta d’acqua.
Itinerario inedito, preparato per l’APT Rovereto.
Si ringrazia il sig. Tiziano Bertè.

2.Una seconda serie di tornanti accede quasi al ciglio della cresta dei Sommele, dividente la Val di Piazza dalla Val di Foxi, ma non lo supera. Il percorso resta sempre dentro il profondo vallone, rimonta un esposta pendice e giunge a una selletta, intagliata entro un contrafforte che precipita nel fondovalle. Nei pressi si trovavano altre installazioni italiane. Su una roccia si legge la scritta ‘Passaggio Linotta - 4° Batt. - 68° Fanteria’. Il sentiero si fa in qualche punto sconnesso.

4.Dopo alcuni tratti dove occorre attenzione per intuire nell’erba la direzione del sentiero ci si attesta al ciglione della Lora, a un’incredibile altezza dal fondovalle. Qui erano piazzati gli avamposti italiani, spesso esposti al tiro dei fucilieri austriaci ben appostati sul margine dell’Alpe di Cosmagnon. Tale situazione si protrasse fino alla conquista dei Roccioni della Lora e dei Sogi, avvenuta nell’ottobre 1916. Il cammino si fa meno faticoso e costeggiando la cornice rocciosa punta verso il profondo intaglio del Passo di Lomo (m 1706), che fa accedere all’altrettanto selvaggia Valle delle Prigioni.

6.Infine perviene all’ampia Sella del Cosmagnon (m 1934). Invece di procedere verso l’ampia conca dell’alpe, il nostro itinerario volge a destra e affronta le spoglie pendici di Cima Palon e del Cogolo Alto. Più in lontananza si scorgono i celebri denti del Pasubio, accanitamente difesi, e, più in basso, le tre lievi alture denominate Panettoni, estremo limite avanzato della linea italiana dopo l’offensiva dell’autunno 1916.
7.Il sentiero s’inerpica sulla pendice: dopo aver raggiunto una spianata erbosa incontra il Sentiero della Pace (sentiero E5) che proviene dal rifugio Lancia. Impegnandolo verso sinistra si aggira la pendice del Cògolo Alto e si perviene in breve all’ex-rifugio militare. Su questa pendice, scoscesa verso la Val Canale, era installata una cittadella militare, formata da baracche e ricoveri su molteplici terrazzini, collegata a valle a strade e teleferiche. La nuda pendice di oggi non lascia neppur lontanamente immaginare il fervore e la frenetica attività di quell’effimera città sospesa nel vuoto.
8.Dal rifugio, lasciata a destra la mulattiera diretta al rifugio Papa, si scende con qualche tornante passando accanto all’imbocco di diverse gallerie, fra cui quella a doppio portale intitolata al generale italiano Zamboni (222 metri, non praticabile), forata fra l’aprile e il luglio 1918: consentiva un collegamento diretto fra il settore sommitale del Pasubio e l’altopiano del Cosmagnon e del Lora lungo un ardito passaggio a picco sulla parete del Soglio dell’Incudine. Altre gallerie sono accessibili e consentono, con prudenza, di affacciarsi alle feritoie che danno sulla forra della Valle delle Prigioni. Si procede ora lungo lo stretto crinale che divide questa dalla Val Canale.
9.In discesa e con qualche lieve tratto in contropendenza si arriva infine all’altezza della Galleria d’Havet (m 1781), dove ci si innesta nella Strada degli Eroi (parcheggio), 7.8 km sopra il Pian delle Fugazze.

Interamente tracciato sul versante tenuto dalle truppe italiane, durante la Prima Guerra mondiale, permette l’osservazione di trincee e di innumerevoli postazioni avanzate sulla montagna del Pasubio, ma soprattutto di rendersi conto dell’incredibile organizzazione logistica delle retrovie, allestite su versanti scoscesi e impervi, ove le uniche vie d’accesso erano costituite da arditissime mulattiere o da linee teleferiche. Il lungo tratto di salita della Val di Piazza copre appunto la principale, se non unica, mulattiera italiana d’accesso alle posizioni dei Sogi e dei Roccioni della Lora, premessa alla conquista dell’Alpe Cosmagnon, avvenuta nell’ottobre 1916.
In alto, da sinistra a destra: le Sette Croci del Pasubio; il Dente Austriaco; la testata della Val di Piazza. Nelle foto storiche, gentilmente concesse dal Museo storico italiano della Guerra di Rovereto: Raossi sotto i bombardamenti; obice austriaco; osservatorio italiano sul Pasubio con il particolare di un eliografo.
Testi, foto, disegni di
Albano Marcarini