72. PUGLIA / Taranto
Pianelle, il bosco che viene dai Balcani
72. PUGLIA / Taranto
Pianelle, il bosco che viene dai Balcani



Itinerario a piedi nel Bosco delle Pianelle, nel comune di Martina Franca (TA).
Lunghezza: 7.7 km
Tempo di percorrenza: 2 ore e 45 minuti.
Dislivello: 115 metri.
Partenza e arrivo: Piazza del Leccio (m 396), bivio di percorsi forestali. Lo si raggiunge da Martina Franca seguendo la strada statale 581 per Massafra. All’altezza del km 15, indicazioni verso destra fanno accedere al Bosco delle Pianelle (sul lato opposto si trova il Centro Visitatori, in allestimento, 2003). Una stretta rotabile asfaltata giunge, dopo circa 2 km, alla Piazza del Leccio, dove si posteggia l’auto.
Percorso: strade campestri, sentieri forestali.
GPS: traccia scaricabile sul sito www.vasentiero.it
Segnavia: inesistente.
Periodo consigliato: da ottobre ad aprile.
Dove mangiare: nessun punto di ristoro lungo il percorso, dotarsi di provviste e di una buona scorta d’acqua.
Indirizzi utili: Comune di Martina Franca, tel. 080.4836111. Riserva Naturale Regionale Orientata "Bosco delle Pianelle", Strada provinciale Martina Franca - Massafra Km. 14+900, Martina Franca tel.080 4400950.
Per saperne di più: V.Martino, Il segreto del bosco, Schena, Fasano 1991.
Internet: www.boscopianelle.it - Sito ufficiale della Riserva naturale orientata Bosco delle Pianelle istituita nel 2002.
Itinerario pubblicato su AIRONE, agosto 2005.
Il Bosco delle Pianelle, nel territorio comunale di Martina Franca, è uno degli ultimi lembi boscati dell’altopiano pietroso della Murgia. Si tratta di una riserva naturale di circa 600 ettari, istituita nel 2002, rivestita da una fitta lecceta e solcata da gravine. Il patrimonio botanico, ben rappresentato dalla quercia fragno, rivela lontane parentele con piante e fiori che allignano al di là dell’Adriatico. Le prime cronache che parlano delle Pianelle risalgono alla metà del XIV sec, quando furono oggetto di disputa fra Massafra e Martina Franca, disputa molto accesa a causa dell’enorme valore che avevano le aree boschive per lo sfruttamento del legno. Nell’800 il bosco fu rifugio di temuti banditi. Il nostro itinerario, a sviluppo circolare, attraversa due porzioni del bosco fra le quali s’inserisce il tipico paesaggio agrario murgiano con masserie, muri a secco, campi di cereali e isolati patriarchi vegetali.
Didascalia delle immagini. Nella striscia di testa, da sinistra a destra:una quercia fragno nel Bosco delle Pianelle; lungo il percorso; un vicolo di Martina Franca. Qui sopra: il tratturo martinese. Nell’ acquarello: l’upupa.
© Testi, foto, disegni di
Albano Marcarini
« Il leccio è la pianta, ancor più del pino, che fa Italia, Mediterraneo, sole. Il leccio è un muro di foglie, una cupola di foglie, è costruito di foglie come di mattoni. E sono dure, quelle foglie, come ritagliate nella latta, e quando il leccio è giovane, sono anche pungenti, come quelle del caprifoglio. Ma il colore di queste foglie è ineguagliabile; è il verde dell'acqua cupa e il lustro degli occhi delle lucertole, è bronzo e marmo, o meglio diaspro. Ed è subito antico. Dopo poco che ha germogliato, diventa virile; è un colore che è la pubertà stessa degli uomini del Sud, con gli occhi neri e fosforescenti, e l'ombra della prima barba, e la pelle olivastra, come impastata d'erba e di terra. Un bosco di lecci è come una città da cui tutti sono assenti, ma la sera torneranno. Le ombre cadono a picco dai lecci come cortine nere, come le tende del deserto; e più il sole è ardente e più le ombre sono nere, e più la luce è stupenda, accigliata, sfolgorante. Nelle ombre dei lecci si affonda come in un'acqua limpida e calda, tutto traspare, tutto si può toccare con mano, vicino e lontano in questa apparenza d'ombra che filtra la luce, ma tanto la filtra, tanto è fitta, che quel che arriva al fondo è un'essenza di luce, come l'essenza che spreme dal vino l'alambicco. Alte e severe sono le immagini che si legano a questi alberi antichissimi, su cui i secoli passano senza far cadere la cenere ».
da ‘Martina Franca’ di Cesare Brandi