73. PIEMONTE / Alessandria
L’anello delle 12 fontane, in Val Borbera
73. PIEMONTE / Alessandria
L’anello delle 12 fontane, in Val Borbera

2. A un bivio, poco evidente, si sale verso monte. Si raggiunge il pianoro di Sòusò (alt. 10839): era il sito di un monastero benedettino, poi abbandonato. Prestare attenzione ai segni bianchi e rossi fino a ritrovare la via battuta in direzione della Fontana di Kùpai (dei Coppai, alt. 1085). Nel fitto bosco e nell’alta erba si notano ogni tanto gli ‘aberghi’, le piccole costruzioni utilizzate un tempo per l’essicazione delle castagne.

4. Il sentiero tocca una dorsale - la Costa delle Braglie - e addolcisce la sua pendenza. S’incontrano bei faggi e, giunti a un’edicola sacra, si affronta l’erta che avvicina alla spoglia propaggine del M. Ebro. Questa si chiama Madonnina del Pascolo (alt. 1419) e fu impiantata nel 1948 sul luogo di una presunta apparizione miracolosa. Una breve deviazione manda poco più in basso alla Fontana de Pàskuo (del Pascolo), la più fredda e copiosa delle 12. Se si vuole fare ritorno a Piuzzo questo è il punto dive staccarsi dall’itinerario completo. Altrimenti si riprende aggirando il versante sud del M. Ebro toccando la Fontana della Val Torta, per poi guadagnare, alla Bocca di Crenna, lo spartiacque che delimita la Val Borbera dalla Val Curone. Il segnavia 221 seguita verso le non lontane Capanne di Cosola: noi ora rispettiamo il segnavia di cresta 200.
5. Dalla Bocca di Crenna al Colle Trappola si segue un lungo cammino di crinale, quasi sempre al di sopra dei 1500 metri d’altezza con sorprendenti vedute panoramiche. Si raggiunge anche la vetta del M. Ebro (alt. 1700), la più alta dell’Appennino alessandrino. Questi pascoli erbosi sono da qualche tempo di nuovo frequentati nel periodo estivo dalle greggi. Dopo M. Cosfrone si rispetta il segnavia 220.

6. Al Colle Trappola si lascia il crinale e sfiorata, dopo la fontana della Lubbia, Pobbio superiore incomincia la discesa verso Piuzzo rientrando nella faggeta. Prima di giungere in paese s’incontreranno altre tre belle fontane: delle Burdelle (alt. 1287) accanto alla vecchia ‘nevera’ di Piuzzo; del Lavagé (alt. 1113). L’ultima, del Trunko, è poco sotto la strada di Teo. Tornati alla strada la si attraversa per proseguire sul sentiero, in lieve ascesa, fino ai campicelli e alle case di Piuzzo.
Glossario:
balchi: travi appoggiate o fissate fra suolo e muratura di un edificio per consentirne l’accesso.
nevera o neviera: profonda fossa nel terreno, talvolta dotata di muratura, talvolta solo seminterrata dove si accumulavano strati di neve che, mantenuta durante l’estate, permetteva la conservazione del latte, dei latticini e di altri prodotti alimentari contadini.
Itinerario a piedi nella Val Borbera, Appennino Alessandrino.
Difficoltà: alta, per via della lunghezza.
Tempo di percorrenza: 8 ore. Occorre disporre di tutta la giornata di luce (evitare le giornate invernali).
Di recente, vista la lunghezza del percorso, l’anello è stato diviso in due circuiti (basso, che richiede circa 4 ore e 30 minuti, e alto). La bretella di congiunzione si stacca presso l’edicola della Madonna sopra la Fontana del Pascolo e riporta verso Piuzzo. Per altri indicazioni vedi il sito:
http://www.cralgalliera.altervista.org/12fontaneresoconto.pdf
Dislivello: 810 metri.
Segnavia: Cai 221-200-220. Prestare comunque molta attenzione ai bivi; il sentiero non è mantenuto con regolarità.
Partenza e arrivo: Piuzzo, frazione di Cabella Ligure, in alta Val Borbera (AL). Si raggiunge dall’autostrada A7 Milano-Genova uscendo al casello di Arquata S. e percorrendo poi la strada di fondovalle per 23 km
Dove mangiare: nessun punto di ristoro sul percorso, un bar a Piuzzo (fornisce un pieghevole sull’itinerario).
Dove dormire: Agriturismo Maggiociondolo, a Dova Superiore, frazione di Cabella Ligure, tel. 0143.919949
Info: Ufficio turismo Val Borbera, via Martiri della Benedicta, Vignole B., tel. 0143.630026; Cai Novi Ligure, tel. 0143.2510.
Internet: http://www.cainoviligure.it/221.html
Per saperne di più: D.Calcagno, M. Cavana, V. Moratti, I segni del tempo Tracce di storia e arte nelle valli Borbera e Spinti, vol.II, Borghetto di Borbera 2004.
Itinerario pubblicato su AIRONE, ottobre 2005.
Nel lembo sud-orientale del Piemonte si parla ligure per antico retaggio storico, ma anche cibo, tradizione, musica risentono dell’influsso della riviera. Dalle vette dell’Appennino si vede il mare di Genova e nelle valli sono passate per secoli le carovane del sale dirette verso la Pianura Padana sotto l’interessato sguardo dei Malaspina e dei Fieschi, le grandi famiglie feudali che detenevano queste terre. A Cabella Ligure, borgo della solitaria Val Borbera, hanno recuperato un bel sentiero. Si chiama Giro delle 12 Fontane.
Didascalia delle immagini. Nella striscia di testa, da sinistra a destra:la fontana del Pàskuo; una veduta della Val Borbera; Il campanile di Piuzzo; il segnavia alla Fontana di Kupai. Qui sopra, una veduta di Piuzzo. Negli acquarelli: foglie di faggio; le pendici del M. Ebro.
© Testi, foto, disegni di
Albano Marcarini
« Ai primi di giungo dai villaggi di queste montagne partono frotte di donne e di adolescenti dei due sessi che scendono in Lomellina a sradicare le male erbe delle risaie. Si fermano colà circa un mese; troppo spesso però ne riportano la febbre palustre, che le rovina la salute e fa loro consumare in medicine il modesto peculio guadagnato.
All’approssimarsi dell’inverno, molta parte della popolazione atta al lavoro abbandona il paese, per non ritornare che alla primavera. I maschi vanno a lavorare nelle città cone uomini di forza, al porto, alle cave e ad opere pubbliche, vanno anche in Sardegna nelle miniere ecc. Le donne vengono pure a servire in città ».
(Giovanni Dellepiane, Guida per escursioni negli Appennini e nelle Alpi Liguri, Club Alpino Italiano, 1896, pag. 29)