83. EMILIA ROMAGNA / Piacenza
Sulla Pietra Parcellara
83. EMILIA ROMAGNA / Piacenza
Sulla Pietra Parcellara
L’ambiente circostante ospita ben sette habitat naturali esclusivi, dovuti proprio alla natura del suolo e alle condizioni microclimatiche. Un luogo così ha coinvolto ben presto la fantasia popolare e la superstizione. Accanto alla Pietra Parcellara c’è un’altra ‘pietra’. Si chiama Perduca e si riconosce per la sua chiesuola eremita e per i misteriosi ‘letti dei Santi’, scavati nella roccia.

Raggiunto un bivio (44°50’57.95”N – 09°29’11.54”E, alt. 549) 2 ,al quale torneremo, si segue a sinistra la breve diversione per l’oratorio della Perduca (44°51’04.53”N – 09°29’19.79”E, alt. 547) 3, preceduto da un’area di sosta con tavoli in legno. La piccola costruzione sembra quasi che cerchi di esorcizzare i misteri pagani delle due vicine ‘pietre’. Di suo non ha nulla di notevole, ma è il contesto a creare suggestione: le poche e resistenti pianticelle che mettono radici fra le pietre, il senso di desolazione ma anche di dominio rispetto al lontano orizzonte, il silenzio e la rispettosa lontananza degli abitati, il volo lento e maestoso di qualche grosso rapace.

Ma torniamo un attimo ai tritoni. Questi draghetti si osservano in primavera quando danno vita alla loro parata nuziale. Si corteggiano e fanno a gara per sembrare più attraenti anche se, alla fine, la danza non si conclude in un amplesso. I maschi si limitano a depositare una piccola massa di spermatozoi nell’acqua, dinanzi alla femmina. Questa premendovi sopra la cloaca raccoglie il seme al suo interno e feconda le sue uova. Nelle vasche della Perduca si riproducono tutte e tre le specie di tritone presenti nel nord Italia: il tritone crestato, il tritone punteggiato e il tritone alpino.
Dall’oratorio si fa ritorno al bivio sopracitato e si prosegue nell’altra direzione verso le poche e semiabbandonate case di Montà (44° 50’51.00”N – 09°29’26.70”, alt. 505) 4. Ora si calca una stradella asfaltata, del tutto priva di traffico, con belle vedute sul fondovalle del Trebbia in procinto di raggiungere la pianura piacentina a Rivergaro. Guardando in quella direzione si potrebbe evocare la tremenda giornata del 25 dicembre 218 a.C. quando i Cartaginesi di Annibale ebbero ragione delle legioni romane di Scipione e di Sempronio aprendosi la via verso la penisola.
In tutta tranquillità si arriva in vista di Corbellino, altra manciata di case fra il verde dei campi. Prima di entrarvi si piega a sinistra (44° 50’31.50”N – 09°29’34.20”E) 4 su un’esile traccia campestre che più avanti si trasforma in sentiero lungo le siepi di delimitazione dei campi. (Se la vegetazione non consente di avanzare è bene retrocedere e continuare sull’asfalto, come indicato sulla cartina per aggirare tutta la zona su un percorso più lungo ma sicuro). Si passa sotto la recinzione di una sorgente captata e quindi si ritrova una più larga traccia carrabile che sbocca di nuovo sulla via asfaltata. In tal modo abbiamo aggirato le falde della Pietra Parcellara, dove si accumulano ingenti di detriti, e ora ci proponiamo di ‘attaccarla’ dal lato di sud-est dove sale anche una stretta strada forestale indicata dal segnavia 167.
Noterete infatti, giunti a un’altezza di 600 metri (44°50’19.90”N – 09°28’54.26”E) 5, che un ripido sentiero si stacca dalla strada, verso monte. È ripido, molto ripido, ma non pericoloso. Occorrono circa 20 minuti per guadagnare una insellatura, depressa fra due costole della pietra (44° 50’22.50”N – 09°28’48.60”, alt. 687) 6. Quella di sinistra si chiama Pietra Marcia per via della roccia che si sgretola sotto l’azione degli agenti atmosferici. Qui, a destra, si stacca il sentiero che segue la cresta e raggiunge la vetta in circa 30 minuti: lo si può percorrere con una certa attenzione perchè presenta alcuni passaggi sulla roccia e una breve ferrata.
La Pietra Parcellara è uno di quei capricci geologici che movimentano la monotonia dell'Appennino. In questo senso è simile alla Pietra di Bismantova (vedi www.sentieridautore.it), alle penne di San Leo e San Marino, ai Sassi di Rocca Malatina. È una cuspide scabra e repulsiva che affiora da un'armonia di colline verdi e intensamente lavorate. Sembra quasi estromessa con violenza dalle profondità del pianeta. Gli esperti chiamano ofiolite la sua scura roccia. Il termine viene dal greco ‘ophis’, serpente, per via della somiglianza alla pelle di un rettile e al colore scuro. Sono in effetti rocce che sono sgorgate dal magma che scuoteva gli strati interni del pianeta 150 milioni di anni fa.
I meno agguerriti possono procedere, come noi, lungo la via più battuta che ora rasenta, al limitare del bosco e dei campi, la base meridionale del rilievo. Rispettando il segnavia 167 si trascurano i vari sentieri che scendono al villaggio di Brodo (!) e, dopo una piacevole e ombrosa traversata, si arriva al cospetto dell’altra chiesuola (44°50’41.17”N – 09°28’21.67”, alt. 730) 7 che difende la pietra. Da essa, seguendo lo stradello di accesso, si arriva alla rotabile che, verso destra, in meno di 500 metri riporta all’agriturismo La Greppia.
Tempo di percorrenza: 2 ore e 30 minuti
Distanza: 8,2 km
Dislivello: 400 metri circa
Altezza massima: 730 metri alla chiesuola della Parcellara.
Segnavia: discontinuo; nel tratto terminale segnavia Cai 167. Molto fango in caso di piogge recenti.
Periodo più indicato: tutto l’anno, salvo il pieno dell’estate, nelle ore calde.
Punto di partenza e di arrivo: Pietra (44°50’56.5”N – 09°28’23.7”E), frazione di Travo (PC). Si raggiunge in auto da Milano seguendo l’autostrada A1 fino al casello di Piacenza Sud, quindi un tratto della statale 45 ‘della Val Trebbia’ fino alla diramazione per Travo. Da Travo si segue la strada secondaria per Ca’ del Monte, Termine Grosso. Le case di Pietra si trovano circa 2 km dopo Termine Grosso.
Mobilità dolce: in bus si può arrivare da Piacenza a Perino (autolinea ACAP per Bobbio); da Perino si raggiunge la Pietra Parcellara e il nostro itinerario con il segnavia 167.
La forchetta: Agriturismo La Greppia, località Pietra, frazione di Travo, tel. 0523.950516 – 0347.4903358.
Indirizzi utili: IAT Piacenza, piazza Mercanti 7, Piacenza, tel. 0523.329324, www.provincia.piacenza.it/turismo
Per saperne di più: A. Ambrogio, D. Sacchetti, Paesaggi piacentini, Cierre Ed., Verona; M. Villa, Travo e la sua pieve, Berti, Piacenza 1987.
Scarica la traccia GPS di questo itinerario nella barra del menu, in alto.
Itinerario pubblicato su ITINERARI GOLOSI IN LOMBARDIA E DINTORNI, Ed.Oros, 2009.
Questa è una passeggiata in un ambiente strano, pervaso di mistero, forse di magia. La conformazione del luogo è strana, inquietante, attorno a una cuspide di scabra roccia che emerge dal morbido paesaggio argilloso delle colline di Piacenza, all’inizio dell’Appennino. Si chiama Pietra Parcellara la nostra meta ed è un grosso panettone di ofiolite (una roccia serpentinosa che viene dalle viscere della Terra) che per cause legate alla diversa intensità dell’erosione dei suoli è rimasta sola a troneggiare sul paesaggio.
Didascalia delle immagini. Nella striscia di testa, da sinistra a destra: la rupe della Pietra Perduca, la Pietra Parcellara vista dalla Val Trebbia, l’oratorio ai piedi della Pietra Parcellara. Qui sopra, la Parcellara vista dalla chiesa di S.Anna sulla Pietra Perduca. Nell’acquarello, il nibbio.
© Testi, foto, disegni di
Albano Marcarini
LA FORCHETTA Agriturismo La Greppia.
Un agriturismo di collina (con cavalli, maiali, pecore…), luminoso, spazioso e generoso di grandi vedute panoramiche. Pare di conquistare il mondo da quassù. E, a fianco, la strana cuspide della Pietra Parcellara, anima di pietra dalle misteriose vicende. Si viene fin quassù per conquistarla o per vederla dal basso, rallegrati da un buon piatto di ‘pisarei e fasoi’, il tipico piatto della cucina piacentina, accompagnato da una rustica ciotola di buon Gutturnio dei colli. Oppure, inaspettatamente, gustosi piatti di cucina sarda perché il proprietario, signor Alfredo, non dimentichi le sue origini insulari. Si sta bene alla Greppia, ospitalità semplice, senza fronzoli, ma per questo genuina e apprezzata.
Azienda agricola La Greppia, località Pietra, frazione di Travo (PC), tel. 0523.950516 – 0347.4903358.