88. LIGURIA / Genova
La ferrovia Genova-Casella
88. LIGURIA / Genova
La ferrovia Genova-Casella
Ha trenini da far-west, recuperati in po’ dappertutto in Italia da altre ferrovie sciaguratamente soppresse come la Ora-Predazzo o la Spoleto-Norcia. Ha binari stretti e curve cigolanti. Stazioni che sembrano la casetta di Hansel e Gretel. Ma guai a pensare di mandarla in pensione!

“Vago e animato” si diceva un tempo del paesaggio ligure di montagna. Luoghi come S. Olcese, Pino, Campi, Trensasco, Casella erano parte delle provviste alimentari di Genova. Campicelli a terrazzi, o meglio ‘a fasce’ come si dice qui, reggevano meli, peri, noci, ortaglie e piantine di patate. Le ‘bisagnine’ erano le contadine di questi villaggi che usavano il treno per portare i loro prodotti a vendere sui mercati della città. I Genovesi, proverbialmente attenti al quattrino e prima che si abolisse il dazio, venivano da queste parti per comprare la carne. E si usava il trenino, tanto che una corsa era scherzosamente chiamata il ‘trenino della bistecca’. Ma quassù, dove si vede il mare come da nessuna altra parte, si veniva anche per prendere aria e stare in villeggiatura. Così si spiegano i bei villini in stile, i giardini, le trattorie, i circoli e i ritrovi campestri… oggi – ahimè – caduti in desuetudine.

Se poi arrivate alla stazione terminale di Casella ecco dipanarsi di fronte a voi un’infinità di altre mete, costellate fra i villaggi e le mulattiere che nel Medioevo erano percorse dalle carovane del sale. Se poi siete forniti di una mountain-bike, trasportabile in ferrovia, ci si può avventurare nell’alta Valle Scrivia o nelle solitarie, e per questo pittoresche, valli Pentemina e Brevenna. Di tanto in tanto, per i patiti della traversina c’è anche il treno storico, pomposamente chiamato ‘Orient-Express delle tre valli’. Chissà che non si incontri un’ammaliante Mata-Hari?
IL TRENO. La ferrovia Genova-Casella è gestita da un’apposita società della Regione Liguria. Il tragitto dura circa un’ora. Il biglietto di andata e ritorno costa 4 Euro. Esistono facilitazioni per comitive e corse speciali con convogli storici. INFO: www.ferroviagenovacasella.it (con molte informazioni turistiche e ricettive) - tel. 010.837321.
I RISTORANTI
1.Trattoria dei Cacciatori (S. Olcese, Salita Oratorio, 010.709825). Una storia di sapori che inizia ai primi del '900 e si protrae fino a oggi sulla scorte del prodotto più tipico di S. Olcese: il salame. Da 30 Euro.
2.Ristorante Dal Raffè (S. Olcese, località San Lorenzo, tel. 010.7092367). Con i classici piatti della tradizione ligure, insaporiti dal pesto genovese. Fra 25 e 28 Euro, vino compreso.
3.Trenino Club (Campi, via Bastia 2, 331.4942740). Wine-bar con tavola fredda o braceria su prenotazione nella piccola stazione di Campi della ferrovia Genova-Casella.
GLI ALBERGHI
1.La Locanda del Cigno Nero (S. Olcese, c/o Parco di Villa Serra, via Carlo Levi 12, 010.7262132, www.lalocandadelcignonero.it) Struttura ricettiva di livello nelle scuderia di Villa Serra, gestita da una nota famiglia di ristoratori genovesi: i Belforte. Camera doppia a 80 Euro.
2.Palazzo dei Fieschi (Savignone, Palazzo della chiesa 14, tel. 010.9360063, www.palazzofieschi.it). Venti camere arredate in stile Ottocento nel più antico albergo storico della Liguria. Camera doppia a 150 Euro.
3.Agnello d’Oro (Genova, Vico delle Monachette 6, tel. 010.2462084). Già convento delle Carmelitane Scalze, oggi tre stelle di qualità. Doppia da 75 a 120 Euro.
Itinerario pubblicato su BELL’ITALIA, numero 283, dicembre 2009.
Mi spiace. Non è una ferrovia da primato. L’alta velocità è lontana. Qui, sulla ferrovia Genova-Casella, nell’immediato entroterra del capoluogo ligure, la velocità è talmente bassa da poter seguire – volendo - il treno a piedi, di buon passo. Si tratta di una delle ultime e più amabili ferrovie di montagna del nostro Paese.
Didascalia delle immagini. Nella striscia di testa, da sinistra a destra: nell’acquarello, la motrice 6;nelle foto, un convoglio alla stazione di Genova Manin e una ‘casa da nobile’ a Casella (ripresa anche nell’acquarello qui a fianco. Negli altri acquarelli: il Forte Puin, accanto alla cartina; il Forte Diamante, qui in basso.
© Testi, foto, disegni di
Albano Marcarini